TENUTA SAN GUIDO

Ovunque nel mondo Tenuta San Guido è sinonimo di Sassicaia, un rosso carismatico che è ormai divenuto leggenda in quanto archetipo universalmente riconosciuto del nuovo vino italiano.

Eppure la sua storia è cominciata quasi per caso. Protagonista il marchese Mario Incisa della Rocchetta il quale, ritiratosi nel 1943 nella vecchia tenuta di famiglia di Bolgheri, dopo l’interruzione forzata della carriera militare, si mise in testa di produrre in loco un vino che replicasse in qualche modo i grandi Bordeaux tanto amati a quell’epoca dall’aristocrazia italiana. Nel 1944 con le barbatelle francesi di Cabernet Sauvignon dei Salviati, duchi di San Rossore, Mario Incisa realizzò un primo vigneto sulle colline, al riparo dal vento del mare, dal quale ricavò un vino giudicato al primo impatto selvatico e pesante. Andò meglio al secondo tentativo fatto in una zona sassosa e ripida denominata per l’appunto Sassicaia e destinata a divenire la “culla” del Cabernet italiano.

 

Furono le prime annate di questa nuova vigna ad attirare l’attenzione degli Antinori, cugini degli Incisa, ottimi produttori a commercianti di vino. Si arrivò così, nel 1968, all’uscita sul mercato di 3.000 bottiglie di Sassicaia imbottigliate dalle cantine Antinori e frutto della mano esperta del loro enologo Giacomo Tachis, coadiuvato dal francese Emile Peynaud, ancora oggi punto di riferimento in tutti i settori della scienza del vino. Dieci anni dopo, in una degustazione organizzata a Londra dall’autorevole rivista Decanter, il Sassicaia, primo vino italiano ad essere maturato nelle barriques secondo il metodo francese, trionfava su 33 Cabernet Sauvignon selezionati da tutto il mondo ed elevato al rango di status-symbol entrava a far parte del mito.

 

Dalla morte di Mario Incisa, avvenuta nel 1983, la Tenuta San Guido, dove si ritemprano nei mesi invernali i cavalli purosangue della Razza Dormello-Olgiata, è stata diretta da suo figlio Nicolò che ha deciso di curare direttamente l’imbottigliamento e la vendita del prodotto, mentre Tachis ha conservato il suo ruolo di supervisor in cantina. 

Gli ettari vitati sono 75, per una produzione annua complessiva di 430 mila bottiglie che annovera due valenti comprimari, il Guidalberto e Le Difese.

 

Da autentico fuoriclasse qual è, il Sassicaia (Cabernet Sauvignon 85% e Cabernet Franc 15%) cresce progressivamente nella bottiglia e assai più dell’apparire ama l’essere, che equivale all’essenza, accompagnata da una longevità profonda puntualmente in grado di emozionare chi sa attendere.

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